Coelum Astronomia 210 - 2017 - Page 208

a cura di Giulio Peruzzi

È professore associato di Storia della Fisica del Dipartimento di Fisica di Padova.

È la medicina, bellezza!

«Ho letto su Facebook che la carota, condita con l’aceto, cura il raffreddore». «Io invece non farò vaccinare i miei figli perché non voglio arricchire Big Pharma, e mi nutro di costose compresse seguendo i consigli del “medico alternativo” e del suo vicino di ombrellone». Di salute, ormai, parlano un po’ tutti, dicendo un po’di tutto. Ma la salute è un affare complicato e comunicarla correttamente significa soprattutto maneggiare la complessità. Cioè significa avere a che fare con una scienza in rapida evoluzione, definizioni non sempre granitiche, dibattiti tra scuole di pensiero, statistiche da interpretare. E una marea di interessi, economici e non soltanto. Rinunciare a questa complessità porta a riassumere il tutto in due parole: “fa bene” o “fa male”. Magari aggiungendo che “nessuno lo dice”. In realtà, qualcuno che lo dice, o che cerca di farlo, c’è: sono i giornalisti medico-

Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia

Carocci Editore, 2016

dei mesi successivi al primo annuncio del 4 luglio 2012, si arriva a concludere che la particella trovata è proprio quella cercata e al conferimento del Nobel per la fisica del 2013 a Englert e Higgs. La seconda parte del capitolo si concentra quindi sulle conseguenze della scoperta, e in particolare su questioni relative all’origine dell’universo. Insomma forse “la corsa verso la fisica del futuro è già cominciata”, conclude l’autore.

Il capitolo 9 prende spunto da una visita al CMS il 18 gennaio 2011 di Tronchetti Provera, amministratore delegato della Pirelli, per trattare il tema dei costi della ricerca nella fisica delle alte energie, e per passare in rassegna i progetti di futuri acceleratori, che coinvolgono in particolare Europa, Cina e Giappone.

L’ultimo capitolo racconta l’incontro, avvenuto al CERN il 3 giugno del 2009, tra Tonelli e John Ellis, membro autorevole della divisione teorica del CERN, e una delegazione vaticana. È qui che appare la critica dell’autore al nome “la particella di Dio”. L’incontro offre l’estro all’autore di affrontare da scienziato una serie di questioni che i nuovi scenari cosmologici, dove l’ultra-piccolo incontra l’ultra-grande, pongono alla riflessione teologica.

Per concludere, un bel libro che si legge come un romanzo avvincente. Uno stimolo ai giovani, come si legge nella chiusa dell’Epilogo, a occuparsi di fisica, e in generale di scienza della natura, a essere autonomi e coraggiosi nelle loro scelte, ad accettare con entusiasmo la fatica della ricerca, a saper vincere le difficoltà e le delusioni, anche perché dietro l’angolo può nascondersi quel piccolo o grande risultato che apre nuovi scenari alla conoscenza.

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