Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 86

Seconda Parte

Interpretazione del sensore CMOS

CMOS contro CCD

Fine di un’era?

di Mauro Narduzzi - Skypoint Srl

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Coelum Astronomia

Nel numero scorso abbiamo parlato delle differenze tra sensori CCD e sensori CMOS senza dare un’interpretazione dei dati forniti. Dal momento che stiamo parlando di sistemi elettronici piuttosto complessi, in cui molti fattori concorrono alla creazione dell’immagine finale, è giunto il momento di mettere assieme tutti gli elementi e dare qualche interpretazione, che si tradurrà poi in un impiego pratico sul campo.

Abbiamo visto che il rumore di lettura di un sensore CMOS è tipicamente molto contenuto e variando (alzando) il gain è addirittura possibile abbassarlo ulteriormente. Lo scotto da pagare è una forte compressione della dinamica.

Prendiamo ad esempio le tabelle e i grafici presenti nelle prossime pagine, contenenti alcune misurazioni a differenti livelli di gain, ottenute con una camera CMOS raffreddata QHY163M del produttore cinese QHYCCD e dotata del sensore CMOS Panasonic MN34230.

La prima colonna indica il valore di gain così come indicato nei parametri del software di acquisizione. La seconda colonna riporta il valore di ADU misurato in un secondo di esposizione. La terza e la quarta colonna mostrano il valore di gain reale misurato in dB e in e-/ADU. Le ultime tre colonne riportano invece rispettivamente il valore di saturazione in e- (dunque la Full Well Capacity) e il range dinamico (Dynamic Range) in dB e in stop (EV).

L’ultima riga riporta per confronto i valori tipici offerti da un sensore KAF-8300, tra i più usati in