Coelum Astronomia 209 - 2017 - Page 140

Coelum Astronomia

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L'esperienza di Paolo Colona

Paolo Colona, astrofisico e divulgatore scientifico, si occupa dal 2001 di archeoastronomia. Dirige la scuola di astronomia “Accademia delle Stelle” nella quale tiene a Roma diversi corsi tra i quali il primo corso in Italia di archeoastronomia e astronomia culturale.

“Maratona Messier” sono parole che mi evocano ricordi favolosi. Questo “sport” ha cominciato a prendere piede qui da noi quasi 20 anni fa e, all’epoca, tra le attività che curavo c’era il GIGA – Gruppo Italiano Giovani Astrofili, di cui ero vicepresidente, nato per iniziativa di Daniele Crudeli, che organizzava eventi in tutta Italia. Realizzammo anche delle Maratone Messier, come quella del 2001 all’Osservatorio di Monte D’Aria, gestito dal Crab Nebula di Tolentino (MC), che raccolse una bella folla di partecipanti. La meravigliosa tenacia con cui, durante tutta la notte, combattevamo contro il meteo avverso per completare la lista era pari solo all’incantevole atmosfera di amicizia e di cameratismo che si determinò dal tramonto all’alba. Ricordo in particolare, dopo la frenesia dei primissimi oggetti da cogliere quando ancora il cielo era chiarissimo, le energiche operazioni per seguire la tabella di marcia nel cielo invernale e primaverile, così ben riuscite che, con Kati Bazzucchi, a mezzanotte avevamo già coperto più di metà del cielo, osservando anche decine di oggetti fuori lista, e non restava altro da fare che attendere che sorgesse, due ore dopo, il Sagittario. Un’attesa ingannata con una pausa caffè con dolcetti insieme a tutti gli altri e un breve riposo nell’osservatorio, stesi a contemplare le stelle attraverso l’apertura della cupola.

Quell’anno, a causa dei veli, strappammo solo un 105, ma il risultato cadde in secondo piano di fronte alla magia della socialità. Fu l’anno seguente che riuscimmo invece a totalizzare 110 (anche se M74, il primo oggetto da puntare,

immerso nel chiarore del crepuscolo e coperto da

velature, lo riuscì a scorgere solo Cristian Fattinnanzi).

Anni dopo partecipai alla Maratona Messier

organizzata dalla UAI all’isola di La Palma, alle

Canarie, un’altra esperienza non meno che mitica condivisa con amici cari.

Osservavo da un ottimo sito a 2400 metri, tra le gigantesche cupole degli osservatori. La luce zodiacale splendeva altissima e il Gegenschein era evidente. Il problema quella notte fu di natura inconsueta: spuntavo la lista con una velocità inconcepibile perché molti oggetti si vedevano a occhio nudo, e per gli altri bastava l’11x80.

In breve mi resi conto che non c’era alcuna Maratona da correre, ma solo da stabilire se i Messier erano visibili a occhio nudo o al binocolo... inconvenienti cui vai incontro osservando da cieli del genere!

Consiglio a tutti, specialmente a chi è alle prime armi, di organizzare una Maratona Messier, per impratichirsi con le costellazioni e il puntamento manuale degli strumenti, ma specialmente per godere della compagnia di altri astrofili, e auguro di poter correre maratone altrettanto leggendarie e memorabili.